Giovanni Pierluigi
da Palestrina

La Vita

Giovanni Pierluigi da Palestrina(Palestrina, tra la fine del 1525 e il principio del 1526 ¤ Roma, 2-II-1594). Un documento (25 ottobre 1537) attesta la presenza di Palestrina come puer choralis nella basilica di S. Maria Maggiore. Aveva dodici anni. Suoi maestri furono qui: Rubino Mallapert e, dal 1539, Firmin Lebel di Noyon.

Nel 1544, a 19 anni, divenne organista e maestro di canto nella cattedrale di Palestrina. Mantenne tale carica per sette anni.

Nel 1551 Giovanni Maria del Monte, vescovo di Palestrina, eletto papa nel 1550 con il nome di Giulio III, lo volle maestro della cappella di S. Pietro in Vaticano, seconda soltanto alla cappella papale, la Sistina. Al papa sono dedicati il mottetto Ecce Sacerdos Magnus e il Missarum Liber Primus (F.lli Dorico, 1554) che comprende quattro messe a quattro voci e una a cinque.

Nel gennaio del 1555, per volere del papa, Palestrina viene nominato cantore della Cappella Sistina. Palestrina abbandona quindi la Giulia, dove viene sostituito da Giovanni Animuccia.

Nell'aprile 1555 Giulio III muore e gli succede Marcello II che regna solo tre settimane. A lui è dedicata la Missa Papae Marcelli composta alcuni anni dopo. La ragione di questa dedica è narrata nel Mistagogus di Lodovico Cresolli Armorici: durante le funzioni del Venerdì Santo, il pontefice rimase colpito dal contrasto fra la celebrazione di un doloroso mistero, ben espresso nelle parole del testo liturgico, e il carattere del servizio musicale, eseguito dalla cantorìa: erano polifonie del consueto stile fiammingo, complesse e ampollose, in cui non solo le parole ma anche il significato della ricorrenza sacra venivano sommersi, quasi annullati. Marcello II volle allora spiegare personalmente ai cantori come ben diversamente dovesse intendersi il compito della musica da chiesa, ausilio al sentire e all'intendere (audiri atque percipi) la parola divina. Per Palestrina, l'ammonimento del papa dovette essere la conferma di un convincimento già maturato.

A Marcello II succede Paolo IV, deciso ad instaurare una severa disciplina ecclesiastica. Con l'emanazione del Motu Proprio (luglio 1555) Palestrina perde il posto di cantore con una pensione di sei scudi. Poche settimane dopo usciva la sua prima raccolta di madrigali a quattro voci.

Nell'autunno 1555 Palestrina ottiene il posto di maestro di cappella di S. Giovanni in Laterano.

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